I nostri tessuti

Raso di cotone a 300 fili

Che cos’è e quali caratteristiche ha il raso? Cosa ci dobbiamo aspettare sentendo nominare questo tessuto? 
Le risposte a queste domande non sono complesse: il raso, infatti, non è altro che una tipologia di armatura tessile, ovvero uno specifico intreccio di fili di qualsiasi provenienza.

Che sia realizzato con la lana, il poliestere o la seta, perciò, il raso avrà delle caratteristiche fisse che ne determineranno la consistenza al tatto e l’aspetto, che ora andremo a descrivere. Innanzitutto, come suggerisce il nome, il raso è un tessuto dalla superficie omogenea, più opaca da un lato, luminosa invece dall’altro. Sinonimo di “raso” è anche “satin”, nome riadattato foneticamente a partire dal toponimo cinese della città da cui s’importava questo genere di stoffa. 

Usi e impieghi del raso

Il raso è solitamente associato all’intimo, all’eleganza, ai capi d’abbigliamento d’alta moda oppure ancora a portagioie e sacchetti di gioielleria: di base, per realizzare questo tipo di tessuto si segue un procedimento di lavorazione tradizionale che impiega otto fili (raso duchesse, di seta), oppure si impiegano intrecci irregolari con sei o quattro fili (raso regina o raso turco). Più è elevato il numero di fili utilizzati, più elevata è la qualità del raso.

Come già detto, si definisce “raso” un tipo di lavorazione, non un tipo di fibra; tuttavia, le fibre tessili non sono equivalenti fra loro e, in particolar modo, l’uso del cotone per la realizzazione del raso richiede una maggiore attenzione, dal momento che il materiale di partenza dev’essere calandrato prima di essere adoperato (ovvero processato attraverso una fase di compressione sotto un rullo per ottenere il caratteristico effetto lucido).

Come lavare e asciugare il raso

Per evitare di far scolorire e opacizzare i tessuti in raso, occorre predisporre un lavaggio delicato, possibilmente in acqua fredda, evitando poi di stenderli ad asciugare su superfici metalliche o di porli a contatto diretto con il ferro da stiro. L’operazione di stiratura, per altro, potrebbe persino non rivelarsi necessaria: il raso è infatti un tessuto che si stropiccia con difficoltà, mantenendo la propria forma.

Seppur leggero, il raso di cotone è più resistente della seta o del rayon, offrendo una maggiore durevolezza ai prodotti confezionati con questa tipologia di stoffa.

Raso di cotone a 600 fili

Che cos’è e come si definisce il numero di fili in una stoffa? Come influisce sulla nostra percezione delle lenzuola che mettiamo sul nostro letto e perché dovremmo cercare tessuti con un numero elevato di fili? 
È presto detto: quando ad un numero elevato di fili si unisce uno spessore ridotto della fibra intrecciata, la realizzazione di un lenzuolo risulta molto fine, comunica perizia nella lavorazione e dà un effetto che si traduce al tatto in una morbidezza e una consistenza peculiari, sicuramente di pregio.

Il valore associato al numero di fili viene indicato con la sigla TC, dall’inglese “thread count”: tale numero risulta dalla somma tra i fili di ordito contenuti in un pollice quadro di tessuto e i fili di trama presenti nello stesso spazio. A questo parametro, per valutare la qualità del cotone si associa anche la lunghezza delle fibre: più sono corte, più di sfibreranno, mentre un valore di lunghezza elevato si assocerà a tessuti più resistenti e duraturi.

Il raso di cotone TC600 e le sue caratteristiche

Per inserire più fili in un’unità di spazio determinata, occorre che i singoli fili siano più sottili: il loro spessore corrisponde cosiddetto titolo del filato, un parametro indispensabile per capire con che stoffa si ha a che fare. 

Un ultimo parametro da valutare è la costruzione del tessuto: per raggiungere un thread count più elevato di una certa soglia, occorre fare ricorso ad una doppia trama, che differenzia anche la percezione visiva del filato. Per il mercato, stoffe con un TC superiore a 500 possono essere considerate oggetti di lusso, raggiungendo uno standard qualitativo molto elevato.

Con il raso di cotone puoi dormire tutto l’anno

Il cotone è un materiale miracoloso sotto molti punti di vista. Contemporaneamente traspirante ed igroscopico, permette di sentirsi freschi d’estate e caldi d’inverno, oltre ad essere anallergico ed ecosostenibile: facile da lavare, il cotone permette di gestire la biancheria da letto nel migliore dei modi, unendo durabilità ed eleganza in un unico filato perfetto per ogni necessità.

Scoprite le nostre proposte all’interno del nostro shop: la nostra esperienza è al vostro servizio.

LINO​

Il lino è generalmente considerato un tessuto fragile, dalla lavorazione leggera e delicata, incredibilmente fresco e adatto alle stagioni più calde. In realtà, come testimoniato anche dalla sua sopravvivenza nelle tombe dei faraoni egizi, questo filato non è affatto deperibile o poco resistente: anche dall’epoca romana e dal Medioevo ci provengono testimonianze di capi di vestiario o di biancheria prodotti utilizzando questo materiale, apprezzatissimo dall’antico Egitto ai giorni nostri.

Bianco o colorato, il lino è anche mal considerato per la sua tendenza a formare pieghe difficili da stirare. Con alcuni accorgimenti riguardanti un corretto lavaggio e una buona asciugatura, però, anche questo problema trova la sua soluzione: i vantaggi del suo utilizzo superano di gran lunga i “difetti” che gli si attribuiscono.

La storia e le proprietà del lino

Utilizzato sino ad almeno 8.000 anni fa, il lino è forse la fibra tessile più antica tra tutte: i Fenici la fecero conoscere all’ambiente europeo, commerciandola a nord dell’area mediterranea. È soltanto verso la fine del XVIII secolo, però, che la lavorazione del lino inizia ad assumere un carattere industriale, meccanizzandosi completamente nell’Ottocento e raggiungendo il suo exploit nel secolo scorso.

Il lino non si restringe o allarga con facilità, conservando la propria forma e resistendo alla trazione. Le sue proprietà di igroscopia gli permettono di trattenere una quantità d’acqua pari alla propria massa secca, consentendogli così di lasciare sempre asciutta la pelle, anche nelle notti più torride. La microstruttura delle sue fibre, inoltre, cave all’interno e perciò candidate ad essere ottime isolanti, risulta utile anche per le stagioni fredde, nonostante tale proprietà non sia particolarmente nota.

Una fibra ecologica e anallergica

Dalla sua coltivazione al suo smaltimento, il lino non nuoce all’ambiente: la filiera di produzione è infatti largamente sostenibile, consentendo tra l’altro di rifornire il comparto alimentare di olio e semi (con uno sfruttamento completo della pianta e delle sue risorse). 

Più difficile da filare rispetto al cotone, il lino può essere tessuto in modo grezzo e grossolano, tanto da consentire l’impiego per cordami e materiali di basso pregio, oppure in maniera fine, adatta alla realizzazione di capi di vestiario e di tutta la biancheria da camera. 

Versatile, resistente ai parassiti, irrigabile con poca acqua, il lino è una soluzione ecosostenibile e biodegradabile per realizzare stoffe di uso quotidiano, che accarezzino la pelle rispettandola e prendendosene cura.